Mettersi in gioco | Come sviluppare un progetto e la propria capacità imprenditoriale - Beetroot srl

Mettersi in gioco | Come sviluppare un progetto e la propria capacità imprenditoriale

Mettersi in gioco e uscire dalla propria zona di comfort permette lo sviluppo dei progetti e l’utilizzo delle proprie capacità imprenditoriale. Ecco il percorso adatto per creare il tuo progetto

Cosa significa mettersi in gioco

Avere il desiderio di investire in un settore, sfruttare appieno le proprie competenze, dare forma a un’idea, sono solo alcuni degli aspetti che spingono una persona a mettersi in gioco per sviluppare un progetto imprenditoriale.

Mettersi in gioco significa spingersi fuori dalla comfort-zone e accettare di correre dei rischi. Ma, vuol dire anche seguire un metodo e avere adeguati strumenti, per perseguire gli obiettivi prefissati e aprirsi al cambiamento.
 

Come si sviluppa un progetto e l’attidudine imprenditoriale

Quindi, quando una persona si mette in gioco deve necessariamente sviluppare  un’attitudine imprenditoriale attraverso la definizione di una strategia e ricerca di strumenti professionali in grado di dare forma a un solido progetto di impresa.  Se volessimo tracciare un percorso per sviluppare un progetto e fare crescere l’attitudine imprenditoriale dobbiamo partire proprio da un processo di consapevolezza che porta a comprendere i punti di forza e a settare gli obiettivi imprenditoriali.

Un precorso base deve prendere in considerazione i seguenti elementi:

  • consapevolezza imprenditoriale: non occuparsi soltanto della parte operativa del lavoro, ma proporsi come imprenditori manager, in modo di avere più consapevolezza della propria azienda, anche, dal punto di vista gestionale. La consapevolezza imprenditoriale porta ad orientare le scelte verso la crescita;
     
  • operatività su tutti i settori: dotarsi di competenze specifiche legate al proprio business, e affiancare anche capacità commerciali e organizzative, partendo dal principio che per entrare nel mercato e rimanerci, le idee da sole non bastano;
     
  • coniugare il lato emozionale con quello logico: un’impresa non è fatta solo di numeri, ma c’è anche un lato più creativo e di impatto sociale. L'imprenditore deve quindi avere entrambe le visioni. Non tutti abbiamo questa capacità che può essere incrementata attraverso la formazione continua e la sperimentare. L’attività pratica e gli errori che si commettono nel proprio percorso, permettono di imparare;
     
  • sviluppare un atteggiamento propositivo e positivo, che ci permette di vedere i risultati. I soggetti che hanno queste capacità sono i primi a raccogliere i frutti di un cambiamento diventando, anche, fonte di ispirazione per gli altri. Bisogna imparare a cavalcare il cambiamento, traendone tutte le opportunità che ci offre.
     
  • mettere in atto una buona programmazione anche a livello finanziario, in modo che tutto diventa gestibile anche burocrazia e tasse.
     
  • sapersi reinventare: in una società in continua evoluzione, è quasi impossibile avere punti fermi e certezze. I soggetti che riescono a mettersi in discussione, a reinventarsi dopo un fallimento, hanno più probabilità degli altri di raggiungere dei successi.


Infine, quando ci si trova di fronte a una scelta e non si sa come agire o non si riesce a capire qual è la decisione giusta, diventa necessario farsi guidare dal valore che si desidera veicolare attraverso la propria offerta. Soltanto tenendo a mente i vantaggi che vogliamo offrire riusciremo a costruire un business coerente e a offrire prodotti in grado di suscitare l’interesse del target di riferimento.

Mettersi in gioco significa quindi lavorare su sé stessi, per migliorare e diventare più forti della paura del fallimento. Per ottenere questo risultato e sviluppare un progetto o la propria imprenditorialità bisogna essere in grado di riconoscere e superare gli ostacoli emotivi, (paure, ansia, insicurezza) che non ci consentono di andare oltre.

“Siamo tutti diversi, ciascuno può scoprire il proprio talento e, ascoltando il proprio cuore, realizzare se stesso, andando oltre i sogni confezionati dai media”.