Origin - Palermo Edition | Artisti: Francesco Cuttitta

Origin - Palermo Edition | Artisti: Francesco Cuttitta

L'umanità, la psicologia, la realtà e la bellezza, l'oggetto della ricerca visuale di Francesco Cuttitta

Biografia

Nato nel 1988. Ha lasciato la sua città natale all'età di 21 anni per trasferirsi a Palermo, dove si è laureato in design grafico all'Accademia di Belle Arti. Cuttitta ha intrapreso un'esplorazione della relazione tra realtà e rappresentazione attraverso l'uso di diversi mezzi di espressione artistica. Ha iniziato la sua ricerca artistica con la fotografia e il video, dove attraverso l'obiettivo fotografico ha studiato il piano rappresentativo e la composizione dell'immagine. Dopo diversi anni, partendo da zero, ha iniziato a studiare la tecnica pittorica. È affascinato dall'aspetto materiale ed espressivo, più vivo e meno freddo rispetto alla meccanica della fotocamera. Come artista autodidatta, ha creato uno stile personale ricco di dettagli. Copiando la realtà, gli ambienti e gli oggetti in essi contenuti, acquisisce l'espressione del suo tratto e raggiunge una consapevolezza pittorica, creando anche rappresentazioni pittoriche immaginarie. Ha partecipato a diverse mostre collettive e residenziali e ha realizzato un breve documentario su Palermo. Vende le sue opere d'arte da diversi anni ed è in contatto con alcuni importanti collezionisti. Sta preparando la sua terza mostra personale di pittura per il 2024.

Dichiarazione d'autore

L'umanità, la psicologia, la realtà e la bellezza sono oggetto della mia ricerca visuale. Osservo intensamente ciò che mi circonda: studio le persone e il loro comportamento, cercando di catturare i momenti salienti di ogni scena. Cerco l'essenza delle cose nei dettagli. Un'immagine può raccontare un'intera storia. Offro il mio sguardo allo spettatore, offrendo la mia idea di bellezza. Ogni momento è descritto con pazienza e dedizione; la realtà è lì, sospesa tra semplicità e astrazione. L'occhio cattura i momenti, congelando il tempo e la vita, come in un film, premendo il pulsante di pausa. Nel corso degli anni ho applicato lo studio della prospettiva e della composizione dell'immagine. Ogni immagine ha un flusso focale, quasi fuori controllo, dove l'occhio si aggira in profondità. Linee immaginarie attraversano immagini complesse, descrivendo una visione chiara e armoniosa. I colori sono forti, brillanti e spesso creano tensioni cromatiche. I dettagli sono precisi e convincenti, invitando lo spettatore in un viaggio nell'immaginazione. Credo che la mia intenzione sia quella di indurre alla contemplazione e all'immaginazione, in un mondo sovraccarico di immagini, notizie e pubblicità ubiquitarie sui social media.

 

Natura Morta. Acrilico su tela, 120x175 cm, 2022

Testo di JMaria Geraci:

La natura intima di quest'opera rivela il carattere introverso dell'artista Francesco Cuttitta. Gli elementi rappresentati trasfigurano l'intero spazio. L'intensità dell'espressione e il colore esprimono qualcosa di per sé; il colore è anche forma e il processo creativo non è né scientifico né completamente astratto. La sua pittura plastica, fatta di volumi, sfondi piatti e secchi, esprime la volontà di "dare forma" all'elemento fondamentale della sua creazione artistica. La pittura, infatti, è il risultato di un'emozione organizzata nell'immagine; lo spazio su cui gli oggetti si aprono e si sovrappongono ribalta le regole dell'imitazione e permette all'artista una "nuova" creazione del mondo secondo le sue leggi e il suo particolare criterio intellettuale.

 

Chiesa di Sant'Anna, La Misericordia. Acrilico su tela, 153x225 cm, 2019

Testo di JMaria Geraci:

Il momento raffigurato dall'artista Francesco Cuttitta è la processione della Madonna della Mercede, una grande festa religiosa che si svolge ogni anno l'ultima domenica di settembre dal 1813. La composizione architettonica del prospetto è una delle più scenografiche nello stile barocco di Palermo, la città in cui l'artista ha vissuto. La facciata, arricchita da una serie di elementi scultorei realizzati dagli artisti Gioacchino Vitagliano, Giacomo Pennino e Lorenzo Marabitti, basati su modelli e disegni del grande Giacomo Serpotta, presenta, all'interno delle nicchie, statue raffiguranti tutti i membri della famiglia di Maria. Le quattro statue nelle nicchie di fronte alla chiesa (purtroppo danneggiate) rappresentano il marito di Maria, Giuseppe, sua zia Elisabetta; Anna, sua madre; e Gioachino, suo padre. Le due statue in cima, affiancate da quattro preziosi vasi-braciere scolpiti, tipici del XVIII secolo, sono San Ludovico e Sant'Antonio da Padova. Sopra il portale dell'ingresso principale, sopra un timpano curvilineo spezzato, una delicata "Pietà" di Lorenzo Marabitti mostra Maria che tiene il corpo di Gesù dopo che è stato deposto dalla Croce. Chiude l'elevazione, in alto, gruppi scultorei e un frontone sinuoso sormontato da una croce in ferro battuto. L'esperienza pittorica si catalizza in lui con manifestazioni, eventi e cose, che escono dall'ordinario. La sua fede abita l'extra-razionale e il suo "sacro" si manifesta attraverso la pittura, poiché l'artista è in grado di entrare in un altro corpo e in un altro personaggio, diventando l'esploratore di un'altra dimensione.

 

Collezionisti americani alla Tate Britain. Acrilico su tela, 151x201 cm, 2019

Testo di Giusi Diana:

Questa è una pittura all'interno di una pittura, di una delle opere più famose dell'artista britannico David Hockney: Collezionisti americani (Fred e Marcia Weisman) del 1968. Nell'opera, Hockney rende i due personaggi ritratti oggetti tra gli oggetti raccolti. Tra le opere d'arte che appaiono nella pittura, c'è infatti la scultura di William Turnbull che si erge tra i Weisman. Hockney aveva dipinto così un'opera all'interno di un'opera, e continuando il gioco, e re- contestualizzando il dipinto dell'artista britannico alla Tate Britain, viene inserito un secondo doppio ritratto, questa volta di due visitatori seduti di fronte al dipinto, osservandolo silenziosamente. Cose tra le cose, un vertigine.

 

Autoritratto di fronte allo specchio, Acrilico su carta, 28x35 cm, 2018

Testo di JMaria Geraci:

Il fulcro di quest'opera costituisce e si riferisce a diverse opere del passato; la sua pittura diventa un mezzo per liberare la "violenza" delle sue emozioni su tela; attraverso l'uso del colore è in grado di dare un senso di misura, ordine ed armonia. Le sue influenze artistiche, come il colore delle tele di Van Gogh, le maschere di Picasso, gli sfondi piatti e i colori brillanti di Gauguin, consentono all'artista F.C. di evocare passioni come i suoi predecessori. "Gli artisti vanno avanti passando il testimone", diceva Delacroix riferendosi agli Impressionisti. Sembra non guardare gli oggetti, ma vederli; non sembra riprodurli, ma ricrearli e il colore - attraverso la sua semplificazione - fa il resto, conferendo uno stile maggiore alle cose. Tutto ciò che vede, osserva e che lo emoziona è collocato in una prospettiva poetica (altrove).

 

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Bio

Born 1988. He left his home town at the age of 21 to go to Palermo, where he graduated in graphic design at the Academy of Fine Arts, Cuttitta embarked on an exploration of the relationship between reality and representation, through the use of different means of artistic expression. He began his artistic research with photography and video, where through the photographic lens he studied the representational plane and the composition of the image. After several years starting from scratch he began studying the pictorial technique He is fascinated by the material and expressive aspect, more alive and less cold than the mechanics of the camera. As a self-taught artist, he creates a personal style rich in details. Copying reality, the surroundings and the objects in them, he acquires the expression of his stroke and achieves pictorial awareness, also creating imaginary pictorial representations. He has participated in several group and residential exhibitions and produced a small documentary on Palermo. He has been selling his paintings for several years and is in contact with some important collectors. He is preparing his third solo painting exhibition for 2024.

Statement

Humanity, psychology, reality and beauty are the object of my visual research. I observe intensively at what surrounds me: I study people and their behaviour, trying to capture the highlights of each scene. I look for the essence of things, in the details. An image can tell an entire story. I lend my gaze to the viewer, offering my idea of beauty. Every moment is described with patience and devotion; reality is there, poised between simplicity and abstraction. The eye captures the moments, freezing time and life, as in a film, pressing the pause button. Over the years I have applied the study of perspective and image composition. Each image has a focal flow, almost out of control, where the eye wanders in depth. Imaginary lines cross complex images, describing a clear and harmonious vision. Colours are strong, bright and often create colour tension. The details are accurate and convincing, inviting the viewer on a journey into the imagination. I believe my intention is to induce contemplation and imagination, in a world overwhelmed by images, news and ubiquitous social media advertisements.

 

Natura Morta. Acrylic on canvas, 120x175 cm, 2022

text by JMaria Geraci:

The intimate nature of this work reveals the introverted character of artist Francesco Cuttitta. The elements represented transfigure the entire space. The intensity of the expression and the colour express something for themselves; colour is also form and the creative process is neither scientific nor completely abstract. His plastic painting, made up of volumes, flat and dry backgrounds, expresses the will to ''give form'' the basic element of his art making. The painting, in fact, is the result of an emotion organised in the image; the space on which the objects open and open up and overlap overturn the rules of imitation and allow the artist a 'new' creation of the world according to his own laws and his own particular intellectual criterion.

 

Chiesa di Sant'Anna, La Misericordia. Acrylic on canvas, 153x225 cm. 2019

text by JMaria Geraci:

The moment depicted by artist Francesco Cuttitta is the procession of the Madonna della Mercede, a great religious holyday that has taken place every year on the last Sunday in September since 1813. The architectural composition of the prospectus is one of the most scenic in the baroque style in Palermo, the city where the where the artist lived. The façade, enriched by a series of sculptural elements executed by artists Gioacchino Vitagliano, Giacomo Pennino and Lorenzo Marabitti, based on models and drawings by the great Giacomo Serpotta, features, within niches, statues depicting all the members of Maria's family. The four saints in the niches in front of the church (unfortunately damaged) are Mary's husband, Joseph, Elizabeth her aunt; Anne, her mother; and Joachim, her father. The two statues at the top, flanked by four valuable carved vase-braziers, typically of the 18th century, are St Ludwig and St Anthony of Padua. Above the portal of the main entrance, above a curved broken tympanum, a delicate 'Pietà' by Lorenzo Marabitti shows Mary holding the body of Jesus after he has been deposed from the Cross. Closing the elevation, at the top, sculptural groups and a sinuous pediment surmounted by a wrought-iron cross. The pictorial experience is catalysed in him with manifestations, events and things, which are out of the ordinary. His belief inhabits the extra-rational and his 'sacred' is manifested through painting, as the artist is able to enter another body and another character, becoming the explorer of another dimension.

 

American Collectors at Tate Britain. Acrylic on canvas, 151x201 cm, 2019

text by Giusi Diana:

This is a painting within a painting, of one of British artist David Hockney's most famous works: American Collectors (Fred and Marcia Weisman) from 1968. Hockney in the work makes the two characters portrayed, objects among the objects collected. Among the works of art that appear in the painting, there is in fact William Turnbull's sculpture that stands between the Weismans. Hockney had painted Hockney had thus painted a work within a work, and continuing the game, and re-contextualising the British artist's painting at Tate Britain, a second double portrait is inserted, this time of two visitors sitting in front of the painting, silently observing it. Things between things, a vertigo. 

 

Self-portrait in frot of the mirror, Acrylic on paper 28x35 cm. 2018

text by JMaria Geraci:

The focus of this work constitutes and refers to various works of the past; his painting becomes a means of unleash the 'violence' of his emotions on canvas; through the use of colour he is able to give a sense of measure order and harmony. His artistic influences, such as the colour of Van Gogh's canvases, Picasso's masks, the flat backgrounds and the bright colours of Gaugain, the artist F.C. is able to evoke passions like his ancestors. ''The artists go forward passing the torch'' said Delacroix referring to the Impressionists. He seems not to look at objects, but to see them; he does not seem to reproduce them, but to recreate them and colour - through its simplification - does the rest, giving a greater style to things. Everything he sees, observes and is moved by is placed in a poetic perspective (elsewhere).