La procrastinazione è la costante tendenza a rimandare l’esecuzione di alcune attività . In realtà, la procrastinazione è un meccanismo di difesa del nostro cervello finalizzata a gestire l’ansia determinata, nella maggior parte delle volte, dall’inizio di un nuovo compito o dal dover prendere decisioni importanti. Infatti, come dimostrato da diversi studi, iniziare e decidere assorbono molte risorse mentali e il rimandare consente temporaneamente di sentirsi in una dimensione priva di impegni e richieste, sollevandoci dallo stress.
Alcune persone che usano spesso la procrastinazione come strategia di benessere, riescono a rimanere serene, altre invece (la maggior parte) non riescono in realtà a rilassarsi completamente, in quanto il cervello ricorda che c’è qualcosa da fare. In questi soggetti rimandare provoca sensi di colpa, rischiando di avere il sopravvento sulla capacità di agire.
Infatti, se da un lato possiamo affermare che la procrastinazione è un modo di gestire il disagio emotivo, dall’altro utilizzarla come strategia di benessere, può determinare degli effetti negativi come ad esempio: non vivere nel presente, proiettandosi solo nel futuro o girare attorno all’azione che preferiamo rimandare, riempendo la vita di azioni inutili. Ciò può diventare un circolo vizioso, dove frustrazione e scarsi risultati possono anche minare l’autostima.E’ necessario, dunque, adottare delle contromisure, per evitare che la tendenza a rimandare impedisca di agire.
Secondo Joseph Ferrari (psicologo) esistono tre specifiche categorie di procrastinatori:
A queste tre tipologie se ne aggiunge una quarta:
Partendo dalla considerazione che la tendenza a procrastinare non è una caratteristica della personalità ma di un comportamento, come tale può essere modificata attraverso indicazioni adeguate. Infatti, procrastinare è sempre una scelta che dipende solo dalla persona. Per potere controllare tale tendenza bisogna imparare a riconoscere le cause che portano a procrastinare e prendere coscienza che i benefici che ne derivano sono solo temporanei e possono risultare dannosi a lungo termine.
Comprendere le diverse motivazioni alla base della tendenza a rimandare può aiutare a individuare le diverse tipologie di procrastinatori e, quindi, ad avviare un processo di cambiamento specifico, che per alcuni soggetti può risultare lungo e faticoso.
Se prendiamo in considerazione la tipologia di procrastinatori alla ricerca di forti emozioni troviamo generalmente persone flessibili, che lavorano bene sotto pressione e in grado di improvvisare in mezzo al caos. Ma esiste anche un aspetto negativo, la qualità del lavoro può abbassarsi. Una strategia possibile per questa tipologia di procrastinatori è, ad esempio, definire date di scadenza anticipate rispetto alla deadline effettiva, che inducano a completare in maniera anticipata i compiti. Altra strategia può essere quella di suddividere il lavoro in più step e impostare un timer per il loro completamento, utilizzando ad esempio Click Timer (estensione di Chrome). L’aspetto fondamentale è riuscire a stare concentrati sul compito da svolgere e simulare la pressione di un’incombenza imminente.
Inoltre, per quei procrastinatori, che hanno difficoltà a rispettare le scadenze pianificate rimandando i compiti, aspettando che la vita li costringa a prendere delle decisioni, l’utilizzo di strumenti di gestione (esempio Trello) può offrire la possibilità di avere il pieno controllo sulla gestione delle incombenze, o di un singolo progetto o di un'intera iniziativa imprenditoriale.
Per la tipologia insicuri bloccati nel loro perfezionismo, cercare di fare ogni cosa nel modo giusto può portare a enormi perdite di tempo. Per loro diventa importante trovare un metodo che li abitui a consegnare il lavoro senza che tutto sia perfetto, apportando in seguito le possibili migliorie.
Infine, per la tipologia edonista, la base per combattere la procrastinazione è trovare la motivazione. Essere motivato spinge a raggiungere tutti gli obiettivi al più presto, evitando di procrastinare. Un metodo efficace è la registrazione dei progressi per evidenziare le evoluzioni raggiunte nel tempo. Un’altra tecnica molto efficace consiste nel calendarizzare le attività della giornata definendo la lista delle priorità. Mettendo in testa delle priorità alle attività più difficili si ottengono maggiori motivazioni.
Considerato che generalmente i procrastinatori privilegiano la gratificazione momentanea, una strategia efficace è abbinare il compito da fare, con qualcosa che si farebbe più volentieri e che non richieda la piena attenzione. Ad esempio ascoltare musica. Per ottenere cambiamenti importanti nella tendenza a procrastinare ci sarà sicuramente bisogno di tempo, gradualità e impegno. L’importante è iniziare da piccoli cambiamenti pratici che possano permetterti di smettere di rimandare e cominciare ad agire:
Infine, quando senti la necessità di procrastinare prendersi una pausa per letteralmente non fare nulla, ti aiuterà per riacquistare le energie e ripartire senza rimandare nessun compito.