Cosa sono i benchmark e come si fa il benchmarking? - Beetroot srl

Cosa sono i benchmark e come si fa il benchmarking?

Attraverso una breve spiegazione e qualche esempio, definiamo cosa sono i benchmark e come si fa il benchmarking: il processo di valutazione attraverso il confronto con uno standard che aiuta le aziende a migliorare produttività e performance

Cos’è un benchmark? La Commissione Europea ha definito il benchmarking come “il processo sistematico e continuo per la comparazione delle performance, delle funzioni o dei processi delle organizzazioni, [...] allo scopo non solo di raggiungere quelle performance ma di superarle.

Una definizione che vede nelle attività di benchmarking non solo le misurazioni delle performance, ma anche una successiva fase (post-benchmarking) dedicata all’individuazione delle aree che consentono all’azienda margini di miglioramento. Quindi, il benchmarking comprende una serie di attività di confronto che l’azienda mette in atto attraverso l’identificazione dei punti di forza e dei punti di debolezza propri e dei competitor, e l’utilizzo delle informazioni acquisite (apprendimento) per migliorare la propria performance.

Lo scopo del benchmarking è, dunque, quello di creare un processo virtuoso di miglioramento e apprendimento, in grado di determinare nell’azienda una continuità di crescita.
Il confronto con i competitor infatti aiuta l’azienda a non commettere errori di valutazione, in quanto la comparazione viene realizzata sulla base dei benchmark. Ma cosa sono allora i benchmark? Non sono altro che degli standard di performance di riferimento verso cui tendere nel porre in essere le azioni di cambiamento e imporsi sulla concorrenza.
Il processo di benchmarking viene generalmente suddiviso in cinque fasi:
 

  1. analisi interna, attraverso un’analisi delle principali attività dell’azienda (benchmark interni) si acquisisce consapevolezza della situazione aziendale rispetto alla concorrenza; i requisiti che generalmente si confrontano riguardano le politiche dei prezzi, gli indicatori di redditività, i parametri di efficienza, le performance sul web, ecc.;
     
  2. analisi della concorrenza, si identificano i competitor, facendo una distinzione tra competitor reali - quelli cioè che competono sugli stessi obiettivi (esempio stesso target) - e competitor a cui l’azienda intende ispirarsi. Individuati i competitor, si raccolgono i dati utilizzando dei tool professionali. Possiamo ricavare dati come: traffico (analisi SEO), tipo di traffico (organic, paid), paesi d’interesse, canali (search, referral, social, email); social utilizzati, backlink, principali canali di vendita, keyword, target utenti, interessi dei consumatori. Di fondamentale importanza è anche la valutazione dell’autorevolezza dei competitor sia sul canale online sia sul cliente. Da queste informazioni è possibile definire i punti di forza e di debolezza dei competitor su cui attuare il confronto;
     
  3. elaborazione dei dati raccolti, attraverso l’utilizzo delle tabelle di benchmarking dove vengono elencate tutte le caratteristiche dell’offerta, definendo in questo modo la mappa di confronto con i competitor;
     
  4. quantificazione del gap, attraverso l’elaborazione delle informazioni è possibile quantificare il gap che divide l’azienda dai competitor. Sulla valutazione del gap sarà possibile costruire la strategia aziendale;
     
  5. monitoraggio dei risultati, in quanto è necessario essere sempre aggiornati sui cambiamenti; bisogna quindi monitorare periodicamente i risultati in modo che l’azienda possa essere sempre in linea con i propri obiettivi.
     

Un esempio concreto di attività di benchmarking di successo ci viene dallo sport, dove spesso accade che un’organizzazione misura le performance dei migliori atleti avversari, per raggiungere obiettivi sempre migliori.
Un esempio riferito al mondo digitale è quello di un sito web che per determinare gli standard di riferimento e, quindi, imporsi nel proprio settore, utilizza il monitoraggio dei dati dei competitor, reperiti tramite software di data analysis e classifiche di ranking. Attuare un processo di benchmarking permette all’azienda di avere dei reali benefici:
 

  • miglioramento continuo delle performance attraverso il confronto con le aziende presenti sullo stesso segmento di mercato;
     
  • definizione di una continua revisione dei processi interni;
     
  • determinazione di obiettivi aziendali realistici e raggiungibili sui quali costruire strategie efficaci;
     
  • definizione di adeguate risposte alle attese dei consumatori.
     

Si può affermare che oggi posizionarsi sul mercato di riferimento richiede strumenti e canali adeguati, oltre a una visione innovativa rivolta alla crescita costruita proprio sui benchmark e sul benchmarking e quindi sulla profonda conoscenza dei nostri competitor.