Soft skills cosa sono | Significato e esempi di competenze trasversali - Beetroot srl

Soft skills cosa sono | significato e esempi di competenze trasversali

Conoscere cosa sono le soft skill, il loro significato attraverso gli esempi pratici permette di svilupparle le proprie competenze trasversali e di rispondere attivamente alle esigenze del mercato caratterizzato dal continuo cambiamento

Competenze trasversali, cosa sono le soft skills

Le soft skills sono importanti abilità e qualità personali che fanno da collante in tutte le attività, lavorative e non. Competenze trasversali che aiutano gli individui ad adattarsi e ad assumere atteggiamenti positivi che portano ad affrontare efficacemente le sfide della vita quotidiana e professionale. Le soft skills spossono essere potenzialità innate,  che si accrescono grazie ad esperienze reali e sono, quindi, il risultato del proprio vissuto personale e del background culturale.
 

Significato di soft skills e differenza con le hard skills

A seconda del contesto di riferimento, vengono chiamate social skills; competenze fondamentali, competenze trasversali, competenze relazionali e sociali, meta-competenze o life skills, una pluralità di denominazioni che però non cambia la sostanza. Ma, la definizione più semplice possiamo ottenerla, anche, per differenza: le soft skills sono tutte le abilità che non rientrano nelle hard skills.

Le hard skills sono, infatti, le competenze tecnico-specialistiche, che dipendono dal bagaglio formativo personale; mentre, le soft skills includono abilità sociali, comunicative, linguistiche, comportamenti che si manifestano a livello sia personale, sia relazionale. Per questo motivo, hard e soft skills vengono considerate competenze complementari, in quanto, le prime definiscono quanto sappiamo, mentre le seconde chi siamo.

Non esiste una lista completa di tutte le soft skills e tra le tante suddivisioni un riferimento è il decalogo delle life skill stilato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), formato da 10 esempi di competenze trasversali suddivisi in 3 macroaree:

  • Competenze emotive: consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, gestione dello stress;
     
  • Competenze relazionali: empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci;
     
  • Competenze cognitive: risolvere i problemi, prendere decisioni, pensiero critico, pensiero creativo;
     

 

Quali sono le soft skills su cui investire

Queste soft skills sono considerate competenze trasversali di base, valide per ogni contesto, ma nel corso degli ultimi anni i profondi mutamenti del mondo del lavoro, hanno fatto emergere l’esigenza di definire e sviluppare nuove soft skills per rispondere a contesti lavorativi più fluidi, flessibili e digitali. Ad esempio, in ambienti lavorativi caratterizzati da profondi cambiamenti, sia dal punto di vista organizzativo che tecnologico, le soft skills fondamentali da possedere e incrementare sono flessibilità e adattabilità. Cosi come capacità di ascoltare e comunicare, lavoro di squadraleadership  diventano requisiti ancor più importanti all’interno dei nuovi modelli fortemente collaborativi.
Le soft skills vengono considerate prioritarie anche negli attuali processi di digitalizzazione di aziende e settori produttivi, un contesto che sta affrontando una vera e propria trasformazione culturale e che necessita di figure professionali dotate di buone capacità nel relazionarsi, negoziare, guidare e sponsorizzare il cambiamento.

In un’economia altamente competitiva, quindi, le soft skills sono un fattore cruciale di differenziazione, per le aziende al fine di proporsi sul mercato, per gli individui al fine di entrare nel mondo del lavoro.

Alla fine del 2018 un’indagine condotta su scala globale da LinkedIn su un campione di 5.000 professionisti, ha rilevato come le soft skills erano state citate dal 91% del campione, ritenendole la principale tendenza del mercato. Inoltre, nel 2020 il Cegos Observatory Barometer ha evidenziato come poco meno di un terzo dei dipendenti oggi possiede le competenze necessarie per rispondere alle sfide aziendali, indicando le soft skills come l’area più critica. In particolare, le maggiori carenze si sono evidenziate su tre specifiche competenze: capacità di adattamento, comunicazione digitale e remote management.

Quindi, le soft skills sono vere e proprie risorse intangibili che oggi fanno la differenza e sulle quali si deve ancora investire. Un recente sondaggio globale di IBM Institute for Business Value ha stimato che, per effetto della diffusione dell’automazione, più di 120 milioni di lavoratori nelle 12 maggiori economie mondiali avranno bisogno di reskilling nei prossimi tre anni. Le aziende hanno mostrato preoccupazione per la carenza di figure professionali in grado di gestire, ad esempio, applicazioni basate su intelligenza artificiale e machine learning. Dal sondaggio IBM risulta che le skills più ricercate in assoluto dalle aziende sono tutte soft: flessibilità, adattabilità al cambiamento, capacità di definire le priorità e gestire il tempo lavorativo.

Si evidenzia, quindi, come allo stato attuale esiste un gap sulle competenze trasversali, considerate fondamentali per affrontare le sfide del lavoro nell’era della digitalizzazione e automatizzazione. Da ciò si deduce che si deve ancora fare un grande investimento in termini di formazione sull’individuo con l’obiettivo di avere un capitale umano in grado di essere un sostegno concreto per l’azienda.
 

 

Esempi di soft skills essenziali nel mondo del lavoro


 In conclusione ecco una lista di soft skills o competenze trasversali che vengono considerate essenziali nel mondo del lavoro:

  • la comunicazione efficace, rientrano in questa categoria: saper parlare in modo chiaro, saper ascoltare, persuadere, interagire, mostrare empatia, sapere negoziare, presentare in pubblico, interpretare il linguaggio non verbale, scrivere bene o saper fare lo storytelling;
     
  • il pensiero critico, quindi sapere analizzare le situazioni, interpretarle e prendere decisioni sulla base dei dati a disposizione. Rientrano in questa categoria: la creatività, la propensione artistica, la capacità di osservazione, la curiosità e il desiderio di imparare sempre, la flessibilità, l’adattabilità, l’innovatività, non temere i cambiamenti;
     
  • la leadership, persone che sanno lavorare in autonomia e coordinarsi coi colleghi. Rientrano in questa categoria: la capacità di risolvere conflitti interpersonali o dare stimolo o aiuto ai colleghi in difficoltà, prendere decisioni, delegare quando necessario, sapere gestire i team e le riunioni, motivare le persone, fare attività di mentoring e coaching, curare e trattenere i talenti;
     
  • l’atteggiamento positivo, persone amichevoli, desiderose di dare il massimo e che amano il loro lavoro. Rientrano in questa categoria: la buona educazione, la capacità di collaborare, l’entusiasmo, il buon umore, la pazienza, il rispetto, l’energia;
     
  • la capacità di lavorare in team, talenti in grado di collaborare con gli altri. Rientrano in questa categoria: networking, team building e resistenza allo stress. Ma bisogna anche possedere un’intelligenza emotiva e avere specifiche qualità come sapere accettare critiche, essere aperti a ambienti di lavoro multiculturali;
     
  • l’etica del lavoro, quindi possedere professionalità, capacità di organizzazione e orientamento all’obiettivo, rispetto per gli altri e le scadenze, essere multitasking quando serve.