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Smart Working: un nuovo modello di gestione del lavoro

Per smart working si intende un nuovo modello di gestione e organizzazione del lavoro improntato sulla flessibilità da parte sia dei lavoratori che delle imprese e sull’accesso alle risorse senza limiti di spazio e di tempo. Il lavoro, secondo questa nuova concezione, non è più legato a uno spazio fisico fisso, ma diventa flessibile e adattabile alle esigenze di tutti, impiegati e aziende. Già agli inizi del nuovo secolo il sociologo Zigmunt Bauman aveva anticipato questa nuova tipologia di assetto con il suo concetto di Modernità Liquida: secondo il sociologo è non più possibile pensare a una società statica e “solida” poichè non esistono più confini nitidi e definiti e le stesse relazioni tra gli uomini vengono continuamente rimodellate e ridefinite.

Utilizzare lo smart working rende il lavoro più snello, permettendo di adattarsi rapidamente ai cambiamenti o agli imprevisti grazie all’utilizzo di nuove tecnologie e strumenti digitali. Di fatto, Internet e la digitalizzazione hanno permesso di semplificare la comunicazione e la gestione dei progetti, consentendo il sorgere di metodi di collaborazione
non più incentrati sulla presenza fisica delle risorse di un team in uno stesso luogo, ma piuttosto focalizzati sui bisogni contingenti che lo svolgimento di un progetto richiede. Pertanto, non ha più importanza se i membri di un team si trovano in luoghi diversi e distanti tra di loro e dall’azienda stessa; ciò che interessa è che ognuno sia in grado di svolgere i propri compiti ovunque si trovi, potendo programmare le attività secondo le proprie necessità senza che vi sia un deficit in efficienza e produttività.

Le aziende che sfruttano lo smart working sono proprio quelle che riescono a competere meglio sul mercato, avendo la possibilità di abbattere i costi di gestione aumentando la redditività. Infatti grazie a questo modello di gestione del lavoro possono venire meno una serie di costi fissi di considerevole valore: ad esempio, l’affitto di una sede sufficientemente grande da accogliere diversi uffici, le assicurazioni contro gli infortuni oppure ancora gli strumenti utili allo svolgimento quotidiano del lavoro in sede. Inoltre, potendo fare affidamento su professionisti che si trovano in luoghi diversi e lontani, per un’azienda viene meno anche la necessità di dotarsi di team di lavoro permanenti, che quindi costituiscono un costo fisso. Lo smart working è stato concepito proprio sulla base dell’esternalizzazione delle competenze, permettendo a professionisti e aziende di mantenersi autonomi gli uni dagli altri.

È chiaro che l’impresa che vuole avvalersi di questo nuovo modello avrà bisogno di investire su nuovi asset tecnologici avanzati che possano permetterle di svoltare verso un’era di lavoro più smart. Per gestire e monitorare il lavoro di team smart sono necessari strumenti digitali quali app per mobile, spazi cloud, piattaforme per il co-working, social media e altro ancora. Grazie a questi strumenti tecnologici gli smart worker saranno in grado di condividere e accedere a grandi volumi di dati e informazioni in qualunque momento e in qualunque luogo, senza dover interrompere il proprio lavoro, risparmiando così del tempo prezioso.

Risparmiare tempo significa non solo una maggiore efficienza nei processi lavorativi, ma anche lavoratori più soddisfatti. Si innesca così un circolo virtuoso in cui più i lavoratori sono soddisfatti, più aumenta la loro produttività e di conseguenza anche la redditività dell’azienda stessa. Se a questo si aggiungono la libertà di potersi organizzare il lavoro gestendo autonomamente orari e impegni e il poter coinciliare la vita professionale con quella privata senza sacrificare tempo né all’una né all’altra, il risultato sarà un’azienda con un alto livello di soddisfazione interna, un’ottima reputazione e una forte competività sul mercato.

La flessibilità sul lavoro è diventato uno dei fattori chiave nella scelta del posto di lavoro ideale, considerato come un vero e proprio benefit. Secondo la ricerca di IWG (International Workplace Group) - leader globale nella fornitura di spazi di lavoro flessibile - in Italia 3 lavoratori su 10 preferirebbero sacrificare ferie e permessi per ottenere più flessibilità sul lavoro. Una tendenza questa che non riguarda solo chi è costretto a fare il pendolare: la maggior parte dei partecipanti alla ricerca ha affermato che la flessibilità ha un ruolo ancora più cruciale del prestigio dell’azienda.

La ricerca è stata svolta su un campione di 15.000 lavoratori nel mondo e 450 di questi sono italiani. Ecco alcuni dei dati più rilevanti a livello globale:
  • il 54% afferma che poter scegliere il luogo di lavoro è più importante di lavorare per una prestigiosa azienda;
  • il 32% afferma che poter scegliere il luogo di lavoro è più importante di ricoprire un ruolo di prestigio;
  • il 41% afferma che poter scegliere il luogo di lavoro è più importante di non lavorare mai fuori orario;
  • il 25% afferma che preferirebbe vivere in un’altra zona, ma non la cambia perchè questo aumenterebbe il tragitto casa-lavoro;
  • il 70% afferma che poter scegliere l’ambiente lavorativo è un fattore chiave nella valutazione di nuove oppurtunità di carriera;
  • il 54% afferma che poter scegliere il luogo di lavoro è più importante di ottenere più ferie.
Adottare una politica degli spazi di lavoro flessibile per un’azienda significa ottenere una certa risonanza sia tra i migliori professionisti in cerca di un’occupazione che tra quelli già presenti in organico, che pertanto più difficilmente potrebbero pensare di cambiare lavoro. Pertanto trarre dei benefici economici grazie all’abbattendo di alcuni costi e rischi è solo uno dei grossi vantaggi che il lavoro smart può fornire alle imprese.